giovedì 3 novembre 2011

La Ragazze dello Sputnik

Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande pianura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo  a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della sua forza, attraversò il pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un'esotica città-fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. 

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E' così, mi sono innamorata di questa donna, Sumire lo capì con certezza. Non sto sognando: il ghiaccio è freddo e le rose sono rosse. E sento che questo amore mi porterà da qualche parte. Ma non posso sottrarmi alla sua forte corrente. Non ho nessuna possibilità di scelta. Il luogo dove mi condurrà è un mondo diverso, che non ho mai visto. éptrebbe trattarsi anche di un luogo pericoloso. Le cose che vi si annidano potrebbero ferirmi i modo profondo, irremediabile. Potrei perdere tutto quello che adesso ho. Ma non posso più tornare indietro. Non mi resta che affidarmi alla corrente che vedo davanti a me. Anche a costo di finire travolta, anche a costo di scomparire. 

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